Bene Vagienna

I talenti del Liceo Germana Erba in scena con due classici del teatro antico

Ferie di Augusto 2018
"Le Rane" di Aristofane sono anzitutto un inno al teatro nella convinzione che abbia in sé, ieri come oggi, gli anticorpi per la rinascita di una civiltà dilaniata dalla volgarità e dal sopruso. Nel 405 a.C., anno della prima rappresentazione de Le Rane, si profilava per Atene la catastrofica sconfitta nella guerra del Peloponneso. Euripide e Sofocle erano morti da poco e l'estinguersi di una gloriosa tradizione d'arte sembrava coincidere con il destino della città, ormai esausta per il conflitto. In questo contesto, Aristofane immagina che Dioniso scenda nell’Ade per riportare in vita il suo poeta prediletto, Euripide ma finisce per dare la vittoria ad Eschilo, l’unico che possa salvare Atene. Dopo una schermaglia di scintillante comicità, Eschilo viene premiato e sarà quindi lui a tornare tra i vivi. Il racconto de "Le supplici" (da Eschilo) inizia con lo sbarco di un gruppo di migranti in fuga dall’Egitto, giunti a chiedere asilo in Grecia al re di Argo, e si conclude con la decisione della città di accoglierli come ‘stranieri e insieme nuovi cittadini’, in nome dei diritti sacri dell’ospitalità. Eschilo si rivela il più moderno dei Tragici greci in quanto i contenuti affrontati offrono risposte a quesiti ancora oggi attuali. Il racconto teatrale si fa orazione civile e riflessione collettiva.

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